Anni 2010-2020

Mai immobile: negli anni ’10, l’industria dei videogiochi si trasforma ancora. Innanzitutto, gli schermi piatti in Full HD entrano in molte case del mondo occidentale. I videogiochi balzano quindi dalla bassa risoluzione del catodico al Full HD, oltre quattro volte più definita. I videogiochi dell’ultimo decennio hanno molto spesso una componente multiplayer, perché i giocatori difficilmente si accontentano “solo” della parte single player. Se prima era più facile giocare online su PC, ora anche le console si adeguano e offrono la medesima esperienza: si gioca con le cuffie, parlando con il proprio “team”, anche su Xbox e PS3. Naturalmente, le console evolvono: le nuove PlayStation 4 e Xbox One arrivano a fine 2013, mentre dopo il mezzo passo falso della Wii U, Nintendo torna alla carica con la Switch nel 2017.

La PlayStation 4 è circa 16 volte più potente della PS1, per avere un’idea dell’incremento di velocità. Il prezzo è rimasto quasi invariato – anzi, considerando l’inflazione è diminuito. La PS1 costava nel 1995 750.000 lire, corrispondenti a 380 Euro, mentre la PS4 nel 2013 è nei negozi per 399 Euro.

Continua la sfida delle esclusive. Sony sfodera The Last of US, un videogame post apocalittico dai temi maturi e la narrazione incredibilmente coinvolgente. Detroit, in cui il giocatore controlla tre androidi diventati coscienti e che devono affrontare i limiti della “schiavitù” imposta dai creatori umani. Horizon Zero Dawn, un mondo futuro in cui l’eroina deve affrontare civiltà dimenticate e dinosauri robot. Su Xbox continuano le avventure di Master Chief in Halo, le corse folli di Forza Motorsport e Horizon, le battaglie future di Gears of War.

Tuttavia, Microsoft investe su una visione innovativa. La musica ha Spotify, Hollywood ha Netflix, l’editoria ha Unlimited Kindle. Gli utenti stanno “imparando” che non si compra più il singolo album, cofanetto di serie TV o romanzo, ma si paga un fisso mensile per una soluzione “all you can play”. Microsoft su Xbox e PC lancia Gamepass: un abbonamento da 10 Euro (15 se include console e PC) che permette di giocare una selezione di oltre 100 titoli di altissima qualità, e tutte le esclusive Microsoft dal primo giorno di pubblicazione. Invece di spendere 70 euro solo per Halo, ne spendi 10 al mese e giochi a 100 titoli incluso Halo.

D’altra parte, il mercato è cambiato. Dal primo iPhone, classe 2008, in pochi anni gli smartphone diventano onnipresenti. In Italia si stima ci siano oggi più di 50 milioni di smartphone, quasi uno per abitante contando ultrasettantenni e minori di due anni. Gli smartphone hanno uno schermo touch e una connessione dati costante, quindi sono il terreno perfetto per giocare ovunque: in metrò, in coda alle Poste, sul divano di casa. Se su Steam nel 2018 sono usciti circa 8.000 nuovi titoli, su console siamo nell’ordine di milioni di App ogni anno, molte delle quali sono proprio videogame.

Si fa strada anche l’idea di giochi gratis. Almeno, apparentemente. I giochi per console e PC costano generalmente dai 30 ai 70 Euro, dai tempi delle prime console. Su cellulare, il 90% dei videogame si scaricano gratis e si spende dopo, con acquisti in-App, magari di pochi Euro.

Naturalmente, i videogiochi “free” arrivano anche su console e PC. Fortnite esplode nel 2018: i giocatori vengono divisi in gruppi di 100 e “paracadutati” virtualmente su un’isola in cui devono combattere. Solo l’ultimo che resta in piedi vince. Fortnite non costa nulla (gli acquisti, totalmente volontari, sono solo abbellimenti estetici che non influenzano le performance del gioco), può essere giocato su iPhone o su PS4, su PC o su Android, e con/contro amici su qualsiasi piattaforma. In pochi mesi raggiunge i 250 milioni di giocatori, con una media di 12 milioni collegati contemporaneamente.

Fortnite non è più solo un gioco: DJ celebri in tutto il mondo, come Marshmello e Travis Scott fanno concerti sull’isola di Fortnite, mentre registi come Nolan presentano il trailer dei nuovi film nel gioco. Ai Mondiali di calcio del 2018, durante la finale Francia-Croazia, Antonie Griezmann festeggia il gol più importante della sua carriera con un balletto di Fortnite.

Arriva anche la Realtà Virtuale: dopo tentativi a dir poco pionieristici alla fine degli anni ’90, Sony mette in vendita il caschetto per la VR per la sua PS4. La Realtà Virtuale entra in casa dei giocatori per meno di 400 Euro. Su PC si vede e funziona meglio, ma costa il doppio: HTC e Valve (quelli di Steam) da una parte, e Oculus dall’altra propongono il loro visore per PC. E non sono esperimenti per geek: Facebook acquisisce tutto il team di Oculus e la loro tecnologia nel 2014, investendo due miliardi di dollari. Nel team c’è anche John Carmack, l’ideatore di Doom

Nel frattempo, i videogiochi diventano anche uno sport, anzi, un e-sport. Il multiplayer è una disciplina sportiva, con squadre che si allenano per mesi, ruoli per ogni giocatore, tornei seguiti da milioni di spettatori, e premi da capogiro. Per esempio, nel 2019, il sedicenne Kyle Giersdorf ha vinto la finale del Campionato di Fortnite, giocando in un’arena da 70.000 spettatori e seguito in diretta da milioni di fan. Sul podio ha ritirato la mega coppa e un assegno da 3 milioni di dollari. Non male, per dei “giochini”.

Settembre 2020, present day. I videogiochi continuano a cambiare e innovare. Entro la fine del 2020 arriveranno le nuove console, la nona generazione. PS5 e Xbox Series X, capaci di far “girare” videogame in risoluzione 4K, con caricamenti velocissimi grazie ad hard disk allo stato solido (simili a quelli che abbiamo nei cellulari, dove infatti non aspettiamo che pochi secondi per caricare App o giochi). Sono console pensate per essere sempre connesse alla Rete: Sony ha già annunciato una versione di PS5 che costerà meno e non avrà il lettore ottico, per i giocatori che compreranno i videogame direttamente da Internet. Basta un tocco sul joypad, e il giocatore può condividere sui social la sua azione spettacolare di FIFA o un colpo da maestro in un gioco da combattimento, per mostrarla a tutti i suoi amici. Nel frattempo, l’industria dei videogame genera oltre 160 miliardi di dollari, superando quella del cinema e della musica sommate fra loro (43 miliardi e 20 miliardi rispettivamente). Avengers: Endgame, nel primo weekend al cinema negli USA, ha incassato 860 milioni di dollari, arrivando a 2,8 miliardi nel mondo. Grand Theft Auto V, all’uscita nel 2013, ha guadagnato più di un miliardo di dollari in tre giorni, raggiungendo un guadagno complessivo (stimato) di oltre sei miliardi di dollari.

Giochi sempre più belli da vedere, più grandi da esplorare, che permettono di divertirsi al fianco o contro i vostri amici o persone da tutto il mondo. In soli 40 anni, i videogiochi hanno conquistato il mondo dell’intrattenimento: chissà dove saranno, tra altri 40!